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Isola di Capri

Isola di Capri: “…spinti sull’isola dall’interesse per le antichità e per il pittoresco… sul finire del XIX sec., una moltitudine di inquieti viaggiatori - artisti, scrittori, esiliati politici, eccentrici milionari bisognosi di sole e “belle dame sans merci”- decisero di prendervi dimora. Alcuni ritennero di aver finalmente raggiunto la sognata ultima Thule, il paradiso perduto affrancato da coordinate geografiche, dove stemperare, nella contemplazione della natura, le proprie angosce esistenziali; altri un rifugio, discreto e sicuro, dove nascondersi per vivere la propria, vera o presunta, diversità. Capri li accolse tutti, senza distinzione, accettandoli, magari, con bonaria indifferenza, compatendo le loro stravaganze ed assecondando i loro capricci, ma esercitando, comunque, su tutti il suo incomparabile fascino…oggi, al di fuori di qualche sporadico sussulto di mondanità, la vita dell'isola segue rassegnata i ritmi scanditi dalle vocianti comitive che, specialmente in estate, vi trascorrono una giornata del loro viaggio organizzato. Visitatori ignari, nelle notti d'estate percorrono le strade che, un tempo, riecheggiarono dei passi di quegli uomini e quelle donne che contribuirono a creare e diffondere il mito di Capri… ” (Tito Fiorani).
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Monte Solaro 
dalla p.zza Vittoria, in Anacapri, una seggiovia porta a Monte Solaro, il punto più alto dell’isola (589 m) di qui si può ritornare al centro di Anacapri anche a piedi, in 1 ora circa, passando per la spettacolare valletta di Santa Maria a Cetrella. Sempre da p.zza Vittoria, in cinque minuti circa, si può raggiungere la villa-museo “San Michele” costruita dal medico scrittore svedese Axel Munte.
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La Torre Molino a Vento

dalla p.zza di Anacapri, passando per via Pagliaro, una rotabile che si snoda tra vigneti, ulivi e carrubi, permette di raggiungere Molino a Vento e villa Damecuta (un’altra delle residenze di Tiberio) ed infine la Grotta Azzurra.
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Back Punta Carena - Faro

il Faro di Punta Carena ed il Capo Ruglio abbracciano e fanno da sfondo ad una delle più affascinanti baie dell’isola. Dalla Punta Carena alla Punta dell’Arcera un sentiero serpeggiante ed altamente panoramico si inerpica sul ciglio di falesie da vertigine scende verso baie di cobalto – cala del Tombosiello, cala di Mezzo, rio Latino, cala del Rio, cala del Lupinaio, punta dell’Arcera -, rientra verso l’entroterra nella profumata frescura della macchia alta mediterranea. Un paesaggio di selvaggia bellezza scolpito dalla furia del vento e del mare, i suoi fiori esclusivi, e l’impronta geniale lasciata dall’uomo nella natura, descritti ed illustrati in dettaglio su ceramiche d’arte per un percorso didattico – artistico all’aria aperta unico al mondo.
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